Il virus Covid-19, oltre alla delicata gestione della situazione sanitaria, porta con sé anche grandi complicazioni economiche a livello mondiale.

I primi effetti li abbiamo già potuti vedere con l’inizio della epidemia in Cina: fabbriche chiuse e trasporti internazionali bloccati hanno generato, in poco tempo, le prime difficoltà in tutto il mondo, Italia compresa, in conseguenza del fatto che moltissimi colossi internazionali hanno trasferito sul territorio cinese parte della produzione industriale che il blocco delle attività lavorative ha comportato una interruzione in primis dell’importazione di prodotti semilavorati e di componenti elettrici/elettronici prodotti in loco e, conseguentemente, un rallentamento delle catene produttive basate sulla lavorazione e/o installazione di tali prodotti nei vari paesi di destinazione.

L’aggravarsi della situazione sanitaria che ha comportato, almeno in Italia, anche un blocco della circolazione delle persone provenienti dalla Cina, blocco erroneamente destinato in una fase iniziale solo a persone di nazionalità cinese non invece a di tutte le persone in uscita dai confini cinesi a prescindere dalla nazionalità, che ha avuto immediati riflessi sugli eventi fieristici mondiali già in corso e in futura programmazione come ad esempio il salone dell’auto di Ginevra o come il salone internazionale del mobile di Milano solo per citarne 2, in cui la presenza di aziende e buyer cinesi oramai è di primaria importanza.

Già questi eventi hanno avuto un effetto tale da comportare un rallentamento dell’economia cinese e, conseguentemente, dell’economia mondiale dato che la Cina rappresenta da sola circa il 20% del PIL mondiale; ora però, con l’estensione dell’epidemia, si aprono nuovi scenari caratterizzati da previsioni al ribasso delle stime della produzione a livello mondiale che, se confermate nei fatti, potrebbero portare generare una nuova recessione, simile nei numeri anche se diversa per natura, a quella del 2008, recessione dalla quale molti paesi nel mondo, Italia compresa, non ne erano ancora usciti.

Il primo effetto devastante nel nostro paese lo stiamo già vedendo nel comparto turistico che, nel corso della settimana appena conclusa, ha già registrato una elevata contrazione della domanda sommata ad un elevatissimo tasso di cancellazione delle prenotazioni sia nel breve termine che nel medio-lungo termine con conseguenze immediate a livello occupazionale e che mette in gioco, in maniera pesante, la sopravvivenza delle imprese del settore ma ben presto si estenderà ad altri settori economici.

Cosa aspettarci quindi? Purtroppo nulla di buono, ci si prospetta un periodo di recessione mondiale con effetti potenzialmente devastanti nella nostra nazione, che ancora è impegnata a raccogliere le macerie del 2008, e che metterà in grandissima difficoltà il sistema paese ed inasprirà le già presenti tensioni sociali.

Saranno mesi difficili e complicati da affrontare per la popolazione tutta, che già sarà stressata dalla situazione sanitaria, e per i quali non so quanto saremo preparati e quanto bene saremo guidati dalla nostra classe dirigente.

Rimini, 02/03/2020