20200303_072815_edited.jpg, Mar 2020

Nelle ultime settimane si sono registrati 2 brutti episodi di criminalità verificatisi nel Centro Storico di Rimini: 1) nella notte tra il 24 ed il 25 Febbraio vandali armati di bomboletta spray, al momento ancora ignoti, hanno tracciato scritte minacciose (“Guerra Civile – Morte agli affamatori” e “Pane e libertà – Morte ai politici”) sui mattoni delle colonne interne del monumento; 2) nella notte tra il 29 Febbraio e il 1° Marzo due ragazzi, che hanno riportato alcuni denti rotto l’uno ed una lacerazione ad un occhio l’altro, sono stati presi a pugni da un gruppo di coetanei palesemente ubriachi che dalle 23 alle 2 di notte, momento dell’arrivo delle pattuglie di polizia, hanno potuto tranquillamente scorrazzare nella centralissima piazza Cavour creando più di un problema di ordine pubblico.

Questi sono solo gli ultimi di una serie di brutti eventi che accadono sempre più frequentemente in pieno Centro Storico, quel Centro Storico che negli ultimi anni è sempre più interessato da ingenti investimenti su cantieri finalizzati ad il recupero ed alla riqualificazione dell’area racchiusa nel triangolo “Ponte di Tiberio – Castel Sismondo – Teatro Galli”, quello stesso Centro Storico “fiore all'occhiello” di questa Amministrazione Comunale.

Ai grandi investimenti destinati per la riqualificazione dell’invaso del Tiberio, per la costruzione del parco perimetrale ad est

e per il recupero parziale del fossato ad ovest del Castel Sismondo e per la ricostruzione del teatro Galli ridotto in macerie dai bombardamenti della II Guerra Mondiale non sono seguiti altrettanti investimenti in recupero del decoro urbano, presidio del territorio e, non ultimo per importanza, rilancio economico dell’area.

Allo stato attuale il Centro Storico appare abbandonato a sé stesso, in una condizione di costante difficoltà per le attività commerciali presenti, alcune tra l’altro storiche, che oltre alle già ben note difficoltà del settore si trovano a dover pagare anche il prezzo delle scelte errate, nei modi e nei tempi, di una miope Amministrazione Comunale che ha la pretesa di rilanciare economicamente l’area del centro allontanando dall'area i posti destinati a parcheggio, recuperandoli in parte in zone meno comode per gli avventori, e aprendo, con ingenti investimenti pubblici, cantieri su opere che, al termine dei lavori, avrebbero dovuto funzionare da catalizzatore per attirare turisti, visitatori e gli stessi cittadini e, non si sa come, avrebbe comportato un recupero del decoro urbano, un miglioramento della sicurezza ed un vero rilancio economico.

Appare evidente che l’Amministrazione Comunale abbia preferito optare per una strada più semplice e redditizia anche dal punto di vista elettorale, dando vita a grandi opere di sicuro e immediato impatto mediatico che hanno di fatto creato delle “cattedrali nel deserto” a discapito invece di un percorso più lungo ed articolato che mettesse mano alle esigenze immediate come accessibilità, fruibilità, decoro, sicurezza e rilancio economico del Centro Storico e poi proseguire con le grandi opere di riqualificazione dell’area; semplificando potremmo dire che l’architetto ha progettato un palazzo, e ne ha fatto partire la costruzione, partendo dal tetto per poi proseguire “a vista” con la costruzione dei piani sottostanti lasciando per ultimo la realizzazione delle fondamenta.

Ed in questo contesto gli episodi di criminalità che ho citato in apertura sono la perfetta cartina di tornasole ma, purtroppo, anche la punta dell’iceberg delle problematiche di un Centro Storico trasformatosi, piano piano, in “terra di nessuno”, caratterizzato da locali sfitti perché abbandonati dagli operatori economici, aree non presidiate da forze dell’ordine e nemmeno video sorvegliate a distanza, come nel caso della brutalizzazione dell’Arco d’Augusto, da bivacchi di sbandati che a tutte le ore sostano imperterriti financo davanti la porta di ingresso del Comune di Rimini.

Quale beneficio porterà l’aver deciso di prediligere una città bella ad una città sicura? Per scattare le fotografie da pubblicare nei cataloghi? Per registrare video da trasmettere su Youtube oppure sui Social? E in tutto questo, i riminesi perché non alzano la voce? Perché invece bearsi della beltà, pagata a caro prezzo, delle opere realizzate non esige, come dovrebbe, una città più sicura e più accessibile?

Un vecchio detto popolare recita che “è inutile mettere la cravatta al maiale” ed è, con tutto il rispetto che si deve all'animale, purtroppo perfettamente calzante con la situazione attuale del Centro Storico riminese.

Rimini, 03/03/2020